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Ruolo dell’amministratore in caso di morosit√† condominiale

Un aspetto di notevole rilevanza nella gestione condominiale è quello relativo alla morosità, condizione che si verifica quando un condomino non paga le spese, che quindi ricadono sull'intera proprietà. Mai come in queste condizioni il ruolo dell'amministratore si rivela decisivo in quanto presuppone interventi mirati a risolvere situazioni spesso ingestibili dai singoli proprietari.

 

Che cosa si intende per morosità condominiale

Per morosità condominiale si intende un'emergenza piuttosto diffusa e consistente nel fatto che, in fase di bilancio conclusivo di gestione della proprietà, risultano mancanti una o più quote che non sono state versate. In tali circostanze è l'amministratore che deve intervenire per il recupero dei crediti, un'azione che di solito si presenta molto problematica in quanto il condomino spesso non possiede altri beni aggredibili. 
Generalmente l'assemblea è chiamata a intraprendere un iter lungo e oneroso, che prevede un'esecuzione immobiliare piuttosto complessa, la cui durata può arrivare fino a 3-4 anni.

 

Come procedere in caso di morosità condominiale

L'amministratore deve agire con estrema competenza e in maniera del tutto corretta, avendo cura di mettersi al riparo da eventuali contestazioni formulate dai condomini chiamati a supportare la morosità. Il primo passo da compiere in questi casi è quello di spedire solleciti alla parte in difetto, e, una volta decorso il termine concesso, di procedere con i passi successivi. Il principale fattore discriminante si collega all'importo della somma che il condomino moroso dovrebbe versare, poiché accade spesso che tale cifra sia destinata ad aumentare nel tempo. Quando infatti un condomino non ha mezzi sufficienti per saldare le rate richieste, non è in grado di fare fronte a tali spese, che necessariamente diventano sempre più cospicue.

È risaputo che il proprietario di un'unità immobiliare deve sostenere le quote condominiali di sua pertinenza e, in caso di inadempimento, viene messo in mora. Se dopo il sollecito, l'inquilino moroso continua a non pagare quanto dovuto, di norma si procede con un decreto ingiuntivo, secondo l'articolo 633 del Codice di Procedura Civile. Il ricorso al decreto ingiuntivo costituisce l'ultima tappa di un iter lungo e articolato di cui l'amministratore si fa carico in rappresentanza dei singoli proprietari immobiliari.

Lo Studio CB Amministrazioni Condominiali – Torino, che da oltre 20 anni opera nel settore immobiliare e di consulenza condominiale, si avvale della partecipazione di uno staff di professionisti esperti e specializzati nei vari aspetti della gestione dei condomini sia dal punto di vista burocratico sia da quello economico.

 

Ruolo dell'amministratore in caso di morosità condominiale

Di solito l'amministratore procede con estrema cautela in caso di morosità condominiale poiché cerca sempre di risolvere la situazione senza ricorrere all'Autorità Giudiziaria. Infatti il decreto ingiuntivo deve essere presentato alle Autorità competenti per territorio e per valore della somma da versare; tale decreto è immediatamente esecutivo e presuppone un versamento contestuale alla notifica. Per evitare contenziosi tra condomini, l'amministratore procede per gradi, cercando di recuperare la somma mancante attraverso solleciti e contatti interpersonali. La morosità infatti rappresenta una delle più comuni cause di liti tra condomini che non intendono naturalmente farsi carico delle cifre da versare. Ancora una volta si conferma l'importanza del ruolo dell'amministratore di condominio nei confronti di problematiche economiche come la morosità condominiale che, se non risolta con tempestività, può creare seri danni all'intero condominio che si trova con una passività alla chiusura dell'anno di gestione.