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L’impatto ambientale del rituale funebre

L’esistenza dell’uomo è caratterizzata da una perenne interazione con l’ambiente esterno, pertanto se ne deduce che, il risultato di questa interazione, non può che essere il cambiamento. Attraverso i reciproci stimoli, infatti, ogni cosa attorno a noi muta e cambia in conseguenza di qualcosa che l’ha preceduta. Dunque, da ogni nostra azione e, scelta, genera un impatto ambientale di diverse proporzioni: ad esempio utilizzare un’automobile non è come possedere una, due, tre fabbriche MA, inquina lo stesso.
L’inquinamento insorge da molti più fattori, anche attraverso avvenimenti che non teniamo, di solito, in considerazione.
Luoghi come i cimiteri, hanno un effettivo impatto ambientale, in quanto modificano il terreno su cui si estendono, privando della vita un ecosistema per contenere le inumazioni dei nostri cadaveri; ma il principale fattore inquinante, è stato riscontrato nella pratica della cremazione.
Durante il processo di cremazione, dentro i forni, avviene la produzione di sostanze inquinanti, tra cui monossido di carbonio, zolfo, polvere, azoto, addirittura anche metalli pesanti. E’ dunque davvero importante rivolgersi ad un’onoranze funebri che possegga degli impianti filtranti, chiamati di “abbattimento dei fumi”. In Italia ne esistono, per fortuna recentemente regolamentate da norme; a Roma, l’agenzia funebre Funerali Roma, offre una sepoltura, inumazione o cremazione a norma di sicurezza, di igiene e d’inquinamento.

Se questi sono i danni, come potremmo contenerli?

Di certo, il rituale funebre, è una cerimonia praticata dall’uomo sin dai suoi primi esordi sulla Terra. E’ un tributo e una commemorazione che sentiamo di dover fare quando perdiamo qualcuno; cerchiamo di dare un ultimo addio sereno. Per proteggere l’ambiente, non è necessario che questa tradizione smetta di esistere o che i cimiteri debbano essere svuotati, infatti, esistono delle soluzioni che potrebbero ovviare il problema e anzi, aiutarci a purificare l’aria. Questo procedimento, prende il nome di urna biologica.
Questo tipo di “sepoltura” consiste nel rendere le ceneri di un defunto o di un animale in un albero a scelta. Incredibilmente semplice, delicato e pieno di significato. Dopo la cremazione, potrete piantare il vostro caro e donargli una nuova vita. L’urna biologica esiste anche nel formato incube che permette di ottenere una pianta da poter tenere a casa, sempre vicina a noi, e di cui prenderci cura; naturalmente avete la garanzia che crescerà (per chi non avesse il pollice verde). Grazie a questo prodotto sarebbe possibile creare dei cimiteri che, col passare del tempo, si trasformerebbero in foreste.

Ecologica ed ecosostenibile, vediamo come funziona

Il prodotto è un vaso composto da materiale al 100% biodegradabile, infatti, sarà del tutto degradata entro 10-12 mesi dal momento in cui verrà inserita nel terreno. Al suo interno viene posta una capsula, dentro la quale, vi è della terra compressa e se richiesto, vi saranno anche i semi già piantati; fa parte del processo anche una cialda (contenente anch’essa della terra ricca di nutrienti) che permetterà, successivamente, di mescolare le ceneri al terreno. Infatti, una volta annaffiata, la cialda si espanderà rimescolandosi con le ceneri sottostanti. La particolarità che rende ancor più bello e innovativo questo progetto è che la sua produzione e distribuzione in tutto il mondo, avviene a opera di una ditta chiamata l’AltraItalia, in collaborazione con un’azienda di artigiani che ha sede in Toscana.  La scelta dei semi prestabiliti non è moltissima, ma è comunque possibile richiedere l’urna senza semi e porvi quelli che si preferisce.
Tra quelli scelti dalla ditta troviamo lo splendido acero, il pino, la sequoia, la robinia da miele e la Paulownia tomentosa.
Il prezzo è davvero contenuto rispetto alla qualità e alla genialità del prodotto, si tratta di cifre che vanno da 75 ai 150 euro, in Italia; se ordinate dall’estero il loro prezzo si alza ai 200 euro.
Si può facilmente concordare che dovrebbe essere una pratica più diffusa, dando una nuova vita ai nostri cari che hanno lasciato questa, e sapere che esistono ancora, ma in una forma diversa; e restituire al pianeta, nella morte, una piccola parte di tutto ciò che sfruttiamo e deprediamo durante la vita.